Mai pensato di affittare una barca e andare al largo di lampedusa a vedere cosa succede davvero sulla rotta per l'italia? controllare che non ci siano respingimenti, aiutare i soccorsi, denunciare le violazioni della legislazione nazionale e internazionale... questa estate qualcuno ci prova.
Partenza da roma a luglio 2012
Per saperne di più: boats4people.org
Visualizzazione post con etichetta campagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta campagna. Mostra tutti i post
giovedì 8 marzo 2012
DIRITTO DI SCELTA
Diritto di scelta - Petizione per il rilascio di un titolo di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia
Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi. Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all’interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile. Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, stanno provvedendo alla loro ospitalità al di fuori del circuito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ma ogni sforzo, ogni risorsa messa a disposizione, ogni percorso di inserimento, rischiano di risultare vani senza la garanzia di un futuro, senza la prospettiva di un titolo di soggiorno che permetta loro di scegliere se stare o ripartire, se tornare in Libia o al proprio paese d’origine. Pur provenendo dalla Libia, sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d’Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda d’asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi. I ricorsi, molto onerosi, non saranno comunque in molti casi sufficienti, così, dopo aver subito la violenza delle torture libiche o la minaccia dei bombardamenti, il destino di migliaia di persone rischia di essere l’irregolarità. Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d’ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità. Per questo, chiediamo l’’immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall’ordinamento giuridico.
Sottoscrivete l’appello, diffondetelo. Mobilitiamoci in ogni città
Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi. Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all’interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile. Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, stanno provvedendo alla loro ospitalità al di fuori del circuito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ma ogni sforzo, ogni risorsa messa a disposizione, ogni percorso di inserimento, rischiano di risultare vani senza la garanzia di un futuro, senza la prospettiva di un titolo di soggiorno che permetta loro di scegliere se stare o ripartire, se tornare in Libia o al proprio paese d’origine. Pur provenendo dalla Libia, sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d’Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda d’asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi. I ricorsi, molto onerosi, non saranno comunque in molti casi sufficienti, così, dopo aver subito la violenza delle torture libiche o la minaccia dei bombardamenti, il destino di migliaia di persone rischia di essere l’irregolarità. Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d’ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità. Per questo, chiediamo l’’immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall’ordinamento giuridico.
Sottoscrivete l’appello, diffondetelo. Mobilitiamoci in ogni città
venerdì 9 dicembre 2011
APPELLO RICHIEDENTI ASILO A TORINO
SABATO 17 DICEMBRE dalle Ore 10.00 alle 16
ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO C.S.O.A GABRIO - TORINO
(VIA REVELLO, 3) possibilità di pranzare insieme
La situazione
drammatica che si è venuta a creare in Italia con gli arrivi delle persone fuggite dalla guerra in Libia (guerra voluta e sostenuta dai principali Paesi europei Italia inclusa) continua a rendere evidente l'incapacità della politica di dare risposte reali ai bisogni di chi fugge dalle guerre, dalla fame in cerca di un futuro e di una vita
degna.
"L'emergenza Lampedusa", creata ad arte e gestita di conseguenza da (l’ex) Ministro Maroni e dalla sua cricca, della scorsa primavera ha fatto sì che moltissimi richiedenti asilo si trovino sparpagliati un po'
ovunque sul territorio nazionale.
Da mesi e mesi persone provenienti da Costa d’Avorio, Somalia, Sudan, Tunisia, Egitto, Eritrea, Etiopia, Mali, Ghana, Burkina Faso, Nigeria, sono stipati come merce in “centri di accoglienza” in attesa che le
Commissioni Territoriali valutino le singole storie, in attesa che la burocrazia dica loro se hanno il “permesso” di immaginare una vita o se invece respingerli e condannarli di fatto ad una vita nella “clandestinità”.
E molto c'è da dire su questi centri in Piemonte e in giro per l’Italia, su come funzionano e su come vivono le persone in essi ospitate!
Queste strutture, una diversa dall'altra perché così vuole l'emergenza, sono luoghi di contraddizioni, di veri e propri drammi, nei quali si stanno consumando nella solitudine e nell’indifferenza, la negazione di diritti basilari, come quello di poter accedere a un degno sistema di accoglienza e di tutela dei richiedenti asilo.
Oltre questo esiste poi per molti il rischio di ricevere dalla commissione un rifiuto alla domanda di asilo. Questo perché in tanti sono arrivati in Italia la primavera scorsa in fuga dalla Libia bombardata dagli aerei
della NATO e delle potenze europee, ma sono originari di Paesi non inseriti nelle liste per la protezione internazionale: un rifiuto farebbe immediatamente precipitare centinaia di persone in condizione
di clandestinità.
Tutto questo mentre nel frattempo sulle loro vite si crea la speculazione del business dell’accoglienza. Tutto questo mentre migliaia di persone sono letteralmente “parcheggiate” nelle strutture di accoglienza con
la maggior parte degli appuntamenti in commissione a partire dalla primavera prossima!
Crediamo che questa situazione, figlia per l'ennesima volta della logica dell'emergenza non sia dignitosa per chi la sta vivendo e non sia accettabile per chi crede che accoglienza e solidarietà siano concetti e pratiche
fondanti del nostro vivere assieme. Crediamo che quando si creano e gestiscono situazioni come quella dei richiedenti asilo in termini emergenziali le prima cose che saltano sono il rispetto dei diritti e della dignità delle persone.
Possiamo immaginare quali saranno gli scenari futuri. Dobbiamo attrezzarci fin da ora per rimettere diritti e dignità come punti imprescindibili per chi arriva in Italia.
Per questo proponiamo a tutti e tutte di incontrarci tra richiedenti asilo, migranti, attivist*, operatrici e operatori, ec…
SABATO - 17 DICEMBRE Ore 10.00 - ASSEMBLEA PUBBLICA
PRESSO C.S.O.A GABRIO - VIA REVELLO, 3 TORINO
Collettivo
Immigrati Auto-organizzati– CSOA Gabrio – Coordinamento USB
Migranti Torino - USB Torino – Movimento Richiedenti asilo
PARTITA LA MOBILITAZIONE WEB: UMANITARIO PER TUTTI
Online c'è una petizione, è stata lanciata dal sito Melting Pot. Si chiama "Diritto di scelta". Chiede che il governo, come previsto dalla legge, riconosca un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari a tutti i profughi di Libia. Esattamente come è stato fatto ad aprile con 14.000 tunisini. Saranno poi loro a scegliere cosa fare della propria vita. Se restare in Italia nonostante la crisi, se provare a proseguire il viaggio raggiungendo gli amici sparsi in Europa. O se invece - e probabilmente sarebbe la scelta migliore per tanti - ritornare in Libia o nei propri paesi, se qui non troveranno le condizioni di lavoro adeguate. Il che aiuterebbe anche le casse italiane. Visto che non ha senso spendere 1.400 euro al mese per ospitare una persona a cui allo stesso tempo si vieta per legge di lavorare.
Etichette:
campagna,
italia,
migranti,
nord africa,
rifugiati
lunedì 5 dicembre 2011
CAMPAGNA RESIDENZA PER RIFUGIATI
Il Coordinamento Non solo Asilo lancia la campagna per eliminare gli impedimenti che consentono alla Città di Torino di negare la residenza a Rifugiati Politici e Titolari di protezione Internazionale
Iscriviti a:
Post (Atom)